ALPI- 20-07-2025-- I “libri di vetta” sono quaderni conservati spesso ai piedi di croci o di semplicimuretti di pietre sulle cime dell montagne. Donne e uomini che hanno raggiunto una meta vi lasciano nome e poche parole di un’esperienza significativa. I libri di vetta sono un orgoglio per chi sale le montagne. E' grave quello che succede, come spiega Bruno Migliorati Presidente GR Piemonte Club Alpino Italiano e Coordinatore raggruppamento sezioni “Est Monterosa”
"È di pochi giorni fa la notizia del danneggiamento del libro del bivacco delle guide “Beniamino
Farello”, situato nella zona delle Caldaie, all’alpe Veglia, a oltre 2.000 m. Il registro, custodito
all’interno del bivacco, è stato bruciato e abbandonato nei pressi della struttura.
Un episodio analogo si è verificato di recente anche sulla vetta del Pizzo Pioltone (2.612 m), in alta
Valle Bognanco, dove il libro di vetta è stato completamente tagliuzzato. In questo caso, l’autore o
gli autori del gesto hanno anche distrutto, a colpi di pietre, la cassetta in acciaio che lo conteneva,
rendendola inutilizzabile.
Non si tratta purtroppo di casi isolati. Nei mesi scorsi, anche la croce di vetta del Pizzo Tignaga era
stata danneggiata, con la rimozione di alcuni bulloni che ne compromettevano la stabilità. Peggio
ancora è accaduto sul Monte Tagliaferro (2.964 m), tra la Valsesia e la Val Sermenza: la Madonnina
posta sulla cima è stata divelta e risulta scomparsa. Non si sa se sia stata gettata in un dirupo o
trasportata a valle. La lapide commemorativa è stata danneggiata e la custodia del libro di vetta resa
inutilizzabile. Un atto vandalico ha colpito anche la Madonnina del valsesiano Monte Bo (2071 m):
in questo caso, pur essendo stata danneggiata, la statua è rimasta al suo posto.
Se per alcuni episodi, in particolare quelli che hanno colpito simboli religiosi, è stata ipotizzata una
matrice legata a rituali o derive estremiste, in altri casi gli atti hanno preso di mira oggetti laici,
lasciando aperto ogni possibile scenario. Che si tratti di una sola persona o di più soggetti, resta il
fatto che ci troviamo di fronte a gesti incomprensibili e gravemente lesivi della comunità degli
uomini di montagna e del patrimonio condiviso di tutti gli amanti delle terre alte.
Sono atti inquietanti, che colpiscono il lavoro e la passione di molti volontari, e che feriscono un
ambiente – quello dell’alta montagna – che dovrebbe restare al riparo dalle miserie e dalle follie
umane.
C’è chi suggerisce di non dare troppa visibilità a questi episodi per evitare l’emulazione. Riteniamo
invece fondamentale informare e sensibilizzare l’intera comunità degli appassionati di montagna
affinché, grazie alla collaborazione di tutti, sia possibile identificare e fermare i responsabili di
questi atti vandalici".


